Benvenuto

Benvenuto su questo blog!

lunedì 10 aprile 2017

Il Concilio "pan-ortodosso" di Creta come un "piccolo Concilio Vaticano II"? (parte 3)

Prosegue la traduzione della conferenza. In questa terza parte il relatore si riferisce ai matrimoni misti e alle relazioni della Chiesa ortodossa con il mondo, da un punto di vista tradizionale. La sua visione, condivisibile o meno, ha chiari fondamenti e determina un modo di essere e pensare almeno parzialmente in contraddizione con chi, nell'Ortodossia, ha orientamenti diversi. Fino a quando queste due anime abiteranno sotto lo stesso tetto? Sta succedendo un po' lo stesso fenomeno accaduto all'interno del Cattolicesimo tra i fautori di un ordine tradizionale (i cosiddetti tradizionalisti) e coloro che si accordano con le necessità e la cultura del mondo attuale (i cosiddetti progressisti). Questo frutto fa pensare che "l'albero dell'ortodossia"  è stato da anni "trattato" esattamente come un tempo fu ampiamente trattato "quello del cattolicesimo".


2. I documenti e le dichiarazioni del Concilio 

Passiamo ora dall'organizzazione del "Concilio" ai suoi documenti. 

Tre dei sei documenti presentati hanno seri problemi per molte Chiese. 
Questi sono: 
La Missione della Chiesa ortodossa nel mondo di oggi [12]
Il sacramento del matrimonio e i suoi impedimenti
Le relazioni della Chiesa ortodossa con il resto del mondo cristiano
Parlerò solo brevemente sul secondo testo e mi concentrerò sul terzo che in realtà ha costituito la base del Concilio.

A. Il sacramento del matrimonio e i suoi impedimenti

Nel documento sul matrimonio, tre dichiarazioni sono poste in successione in merito alla questione dei "matrimoni misti", cioè di matrimoni tra un cristiano ortodosso e un membro di una confessione eterodossa o di una delle religioni non cristiane di tutto il mondo:

1. Il matrimonio tra ortodossi e non ortodossi cristiani è vietato in base all' akriveia canonica [= l'interpretazione rigorosa della legge] (nel canone 72 del Concilio Ecumenico quininsesto).

2. Nell'ottica della salvezza dell'uomo, come obiettivo, esiste la possibilità di esercizio di una oikonomia [= interpretazione ampia della legge] ecclesiastica in relazione agli  impedimenti al matrimonio che viene considerata dal Santo Sinodo di ciascuna Chiesa ortodossa autocefala, secondo i principi dei sacri canoni e in uno spirito di discernimento pastorale.

3. Il matrimonio tra ortodossi e non cristiani è categoricamente proibito in accordo con l' akriveia canonica.

Ora, per essere sicuri, questa questione sui matrimoni misti è una questione pastorale spinosa e difficile, soprattutto per la Chiesa al di fuori delle terre tradizionali ortodosse, come l'America. 
Senza voler minimamente sminuire questa sfida pastorale, una sfida giustamente affrontata dai pastori, caso per caso, è indispensabile che la pratica pastorale non sia mai sciolta dai suoi vincoli dogmatici. Il mio interesse qui sono le implicazioni dogmatiche di tale decisione.

Secondo il professor Demetrio Tselengides, il movimento "per legittimare un rito di matrimonio misto [è] una cosa chiaramente vietata dal canone 72 del Concilio quininsesto. [È quindi inaccettabile] per un concilio, come il 'Grande e Santo Concilio' di Creta, trasformare in modo esplicito una decisione di un Concilio ecumenico in qualcosa di relativo" [13].

Nel brano in questione che ho tratto dal documento conciliare, notate che, mentre il matrimonio kat' oikonomia degli eterodossi con gli ortodossi è considerato possibile, lo stesso è severamente vietato per i non cristiani. 
Perché tale differenza? Su quali basi gli eterodossi sono ammessi ad un mistero della Chiesa? Quali sono i criteri di accettazione? Ricordiamo il canone 72 che non poteva essere dichiarato in modo più chiaro per mostrare che è basato sul dogma della Chiesa e, quindi, non ammette alcuna oikonomia:

«Ad un uomo ortodosso non è permesso sposare una donna eretica, né ad una donna ortodossa unirsi ad un uomo eretico. Ma se qualcosa del genere sembra essere stato fatto da qualcuno [dobbiamo necessariamente] prendere in considerazione la nullità del matrimonio e che il matrimonio sia sciolto. Perché non è opportuno mescolare assieme ciò che non dev'essere mescolato, né è giusto che le pecore siano unite con il lupo, né un gran numero di peccatori con la porzione di Cristo. E se qualcuno dovrà trasgredire le cose da noi decretate, sia tagliato fuori [dalla Chiesa]. 
Ma se qualcuno fino a questo momento incredulo non è ancora annoverato nel gregge degli ortodossi, ha contratto matrimonio legittimo con uno di essi.
Se, poi, [esiste] una parte che, scegliendo quant'è giusto e giungendo alla luce della verità e un'altra, rimanendo ancora detenuta nel vincolo dell'errore non è disposta a vedere con occhio fermo i raggi divini, allora una donna non credente che vuole convivere con un uomo credente o un uomo incredulo con una donna credente, vengano lasciati così e non siano separati poiché, secondo il divino Apostolo, "il marito non credente è santificato dalla moglie e la moglie non credente dal marito"».

Ciò che è significativo è che il Concilio di Creta ha introdotto, per la prima volta nella storia, una decisione sinodale che consente il ribaltamento di un canone di un Concilio Ecumenico e - soprattutto - della sua sottostante base dogmatica. Non vedo come lo si possa capire differentemente, su quali basi vengano permessi i matrimoni misti se non con qualche (nuova) considerazione della Chiesa e dei suoi confini che, oggi, include  gli eterodossi (in qualche modo - "poiché sono battezzati"?). Infatti, in caso contrario, sarebbe una follia parlare di matrimonio - un vero e proprio mistero di unità in Cristo - tra un membro battezzato e iniziato al Corpo di Cristo, e uno non battezzato e non iniziato.

Pertanto, l'implicazione, anche se qui la decisione ha un riferimento kat'oikonomia, è che gli eterodossi sono "battezzati" ed è su tale base che (al contrario di quelli di altre religioni) possono partecipare al mistero del matrimonio. In effetti, questo è quanto si sente quando si presta attenzione al ragionamento di tali campioni di matrimoni misti. Questo, però, significa che, sulla base della presunta oikonomia dei matrimoni misti, la cosiddetta "teologia battesimale" e le teoria della "chiesa inclusiva" si collegano al cuore dell'ecumenismo sincretista. Ciò è coerente con i frutti visti dai matrimoni misti, vale a dire che sulla base dei matrimoni misti viene giustificata la mentalità ecumenistica per giustificare altre violazioni di canoni, come la preghiera congiunta con gli eretici o la comunione durante la cerimonia del matrimonio. (Mi hanno detto che, in realtà, ciò è praticato da un eminente professore in un seminario ortodosso del Nord America).

È chiaro che non c'è alcuna base teologica per i matrimoni misti, che non può essere considerata oikonomia, dal momento che non porta all'akriveia ma capovolge l'unità-identità dei Misteri [= Sacramenti] con il Mistero di Cristo e apre la porta ad ulteriori erosioni dell'ordine canonico e sacramentale della Chiesa.

B. Relazioni della Chiesa ortodossa con il resto del mondo cristiano

Passiamo ora al testo che molti considerano costituisca la base del Concilio: "Le relazioni della Chiesa ortodossa con il resto del mondo cristiano" [14].

È opinione comune che questo testo, il sesto e ultimo testo accettato dal "Concilio", sia pieno di errori e confusioni, nonostante occasionali lodevoli affermazioni.

1. Il prodotto di una visione ecumenistica

Come testo con un chiaro orientamento dogmatico-ecclesiologico, tale documento avrebbe dovuto essere contraddistinto da un'assoluta chiarezza di significato e da un'accuratezza nella formulazione tali da escludere la possibilità di una varietà di interpretazioni o fraintendimenti intenzionali.

Purtroppo, al contrario, nei passi-chiave incontriamo oscurità e ambiguità nonché contraddizioni teologiche e antinomie che consentono interpretazioni opposte.

È caratteristico con quanta difficoltà il "Concilio" abbia assunto il compito di far approvare tale testo che quasi trenta vescovi si sono rifiutati di firmare e molti altri lo hanno fatto solo alla fine del Concilio, dopo che le quattro versioni (in quattro lingue) erano finalmente state stese.

Per osservare che il testo è il prodotto di una mentalità ecumenistica - e non realmente ecumenica -, si deve solo prendere in considerazione quanto il Metropolita Ierotheos (Vlachos) ha scritto su quanto riguarda il testo stesso e il dibattito durante il "Concilio":

«Quando i verbali del Concilio furono  pubblicati e le vere opinioni di coloro che decisero e firmarono il testo furono registrate, allora è stato  chiaro che il Concilio fu dominato dalla "teoria delle branche", dalla teologia battesimale e, in particolare, dal principio d'inclusività, cioè da un passaggio dal principio di esclusività al principio d'inclusività. Nel corso dei lavori del Concilio a Creta sono state affermate varie distorsioni della verità [al fine di rafforzare il testo] riguardo a san Marco d'Efeso, sul Concilio del 1484 e sull'enciclica sinodale dei Patriarchi orientali del 1848, per quanto riguarda la parola “Chiesa” in riferimento ai cristiani esclusi dall'una, Santa, cattolica e Apostolica Chiesa».

Il Metropolita riferisce altrove che chi sosteneva il testo e il riconoscimento dell' "ecclesialità" delle confessioni occidentali si è servito di aggressività facendo molta pressione, visibile pure nelle spiegazioni contro coloro che vi si opponevano.

2. Approvazione dell'ecumenismo

Abbiamo accennato in precedenza che uno degli obiettivi di questo "Concilio" è stato quello di consolidare l'impegno della Chiesa ortodossa per l'ecumenismo. Questo testo sulle relazioni per gli eterodossi raggiunge tale obiettivo. Esso contiene riferimenti positivi al Consiglio Mondiale delle Chiese (WCC) fatti con apparente entusiasmo.

Nel paragrafo 21 del testo è redatto quanto segue:

«La Chiesa ortodossa vuole sostenere il lavoro della Commissione su "Fede e Costituzione" e segue oggi il suo contributo teologico con particolare interesse. Vede favorevolmente i documenti teologici della Commissione che sono stati sviluppati con la significativa partecipazione di teologi ortodossi e rappresentano un lodevole passo  nel movimento ecumenico per l' avvicinamento dei cristiani».

La sola valutazione positiva dei testi accettati all'interno del WCC è sufficiente perché un cristiano ortodosso respinga il testo. È  possibile per un Concilio pan-ortodosso avere una favorevole visione dei documenti teologici del WCC, quando questi testi stessi sono pieni di punti di vista eretici di protestanti, ripetutamente criticati da molte Chiese ortodosse locali? 

Al punto 19 del testo la dichiarazione di Toronto del WCC viene definita  positivamente come un documento fondamentale per il coinvolgimento ortodosso. Che fa, invece, questa espressa dichiarazione? Tra le altre cose, afferma che il WCC include Chiese le quali ritengono che:

  • La Chiesa è essenzialmente invisibile;
  • esiste una distinzione tra il corpo visibile e invisibile della Chiesa;
  • il battesimo di altre Chiese è valido e vero; 
  • ci sono "elementi di una vera Chiesa" e "tracce di Chiesa" in altre Chiese membre del WCC e il movimento ecumenico è basato su questo;
  • ci sono membri di Chiesa extra muros (fuori dalle sue mura) e questi in aliquo modo (in qualche modo) appartengono alla Chiesa;
  • esiste una "Chiesa all'interno di una Chiesa".


Su questa base gli ortodossi partecipano al WCC, un'organizzazione in cui la teoria anti-ortodossa della "Chiesa invisibile e visibile" domina nettamente, rovesciando l'intera ecclesiologia ortodossa.

Il "Concilio" di Creta è l'unico concilio di vescovi mai riconosciuto che promuova, lodi e accetti l'ecumenismo e il Consiglio Mondiale delle Chiese. Ciò è in diretto contrasto con la testimonianza del coro dei santi tra cui - tra gli altri - del grande anziano Efrem di Katounakia che, per rivelazione, è stato informato che l'ecumenismo è dominato da spiriti immondi [*]

Le implicazioni sono enormi: quali esperienze  e ispirazioni dello Spirito santo possono essere state espresse a Creta quando si levano in piedi per opporvisi i santi della Chiesa?

[segue]

______________________

Note

[12] Per l'importanza e la natura della materia, l'analisi di questo testo sarà svolta in un documento separato.

[13] Cfr: http://www.pravoslavie.ru/english/90489.htm.

[14] La mia analisi seguirà e sarà basata in gran parte su quella del Metropolita Ierotheos (Vlachos) di Lepanto, Grecia.

[*] Attestazione di padre Efrem al professor Demetrio Tseleggides

«Con quanto segue, dirò qualcosa che appartiene ad una dichiarazione personale. Sono stato in contatto per interi decenni con padre Efrem di Katounakia [...]. L'anziano era noto anche per il fatto di possedere una "televisione spirituale" [ossia per poter vedere cose lontano da lui e a lui sconosciute, ndt]. Quanto a me, ero andato da lui in molte occasioni con l'intenzione di porgli alcune domande molto specifiche, in una sequenza specifica e usando il mio vocabolario. Quando gli ho reso visita e senza avergli posto alcuna delle mie domande, mi ha dato le sue risposte, nella mia sequenza prevista e con il mio vocabolario. Dico questo come esperienza personale; non è un fenomeno senza precedenti; è stato sperimentato da molti altri ancora.

C'è stato un tempo in cui - come giovane professore presso la Scuola di Teologia, rispetto ad ora una trentina di anni fa - mi aveva detto quanto segue. Dato che il clima di ecumenismo era fiorente pure nella Scuola di Teologia - in particolare in quella di Salonicco - ho avuto alcuni fastidiosi problemi e delle domande, perché vedevo che era rappresentato da professori, altrimenti rispettabili. Naturalmente, sia la mia coscienza sia il mio apprendimento avevano reagito contro esso, però ho voluto - oltre la risposta derivante dal mio status scientifico - ottenere pure una risposta carismatica, metodo che ho tenuto per molte altre questioni.

Così, ho chiesto all'anziano se mi poteva dire che genere di realtà fosse l'ecumenismo.

Egli rispose apertamente e senz'alcuna difficoltà:

"Questa domanda, ragazzo mio, mi era stata posta pure da alcuni altri, qualche tempo prima di te. Io stesso sono stato qui su queste rocce per quarant'anni ... ho persino dimenticato il mio greco (si noti che aveva completato la scuola media) e perciò, io stesso non mi sono preoccupato di tale questione. Ma poiché ho dovuto rispondere - visto che mi era stato chiesto a tal proposito e dal momento che non ho avuto conoscenza della materia - sono andato nella mia cella e ho pregato, chiedendo a Cristo di informarmi cosa fosse l'ecumenismo. Ho ricevuto la sua risposta, ed era che l'ecumenismo ha uno spirito di empietà ed è dominato da spiriti immondi".

Così gli ho chiesto esattamente come ciò si verificava. Mi ha risposto che "dopo aver pregato, la mia cella si riempì di un fetore insopportabile che ha causato una sensazione di asfissia alla mia anima; non riuscivo a respirare spiritualmente".

Gli ho chiesto se fosse stato un evento straordinario per lui o se quello era il modo in cui Cristo risponde in casi analoghi ed egli mi ha assicurato che "in tutti i casi coinvolti con la stregoneria o con spiriti immondi, mi si presenta questa situazione. A volte c'è una risposta a parole ma nel caso specifico ci fu tale risposta e io ho l'assoluta certezza che l'ecumenismo non ha lo Spirito santo, ma lo spirito immondo".

Quanto ora sto dicendo potrebbe sembrare essere stato influenzato da impressioni intenzionali. Ma voglio informarvi che ero felicissimo, perché ciò che l'anziano mi aveva detto personalmente era stato pure sentito da pie persone che lo seguivano le quali avevano pubblicato un volume onorario sulla sua persona, la sua spiritualità e le sue parole. Quindi è stato accertato là ma è stato pure verificato da altri, teologi affidabili, i quali lo hanno sentito personalmente allo stesso modo.

Io non avevo parlato pubblicamente di ciò fino ad ora; ma le cose hanno preso una tale svolta [il docente si riferisce alla celebrazione del concilio ortodosso a Creta dove si canonizzano dei principi ecumenici, ndt] che sono costretto a farlo. Certo, il fatto svolse un ruolo decisivo nella mia posizione verso l'ecumenismo. Come professore, scienziato, sono naturalmente obbligato in tutti i casi ad esaminare la questione con criteri scientifici e dimostrare il mio punto di vista scientifico - e questo è quello che faccio nei miei corsi passo dopo passo; tuttavia, considero questa dichiarazione significativa, perché mi è stata consegnata in modo carismatico da un uomo che non sapeva nulla in merito alla questione. Non aveva mai letto, mai sentito parlare e, tuttavia, ha dato la sua esperienza spirituale diretta. Penso che qui le cose parlino da sole».
Tradotto da questo link.

Nessun commento:

Posta un commento

Si prega di fare commenti appropriati al tema. Ogni commento irrispettoso o fuori tema non verrà pubblicato.