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giovedì 16 febbraio 2017

Udine una volta

Uno scorcio fotografico
della religiosità friulana di un tempo
Fotografie tratte dal Sito dei Beni Culturali
della Regione Friuli Venezia Giulia

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Basilica delle Grazie
Cerimonia in onore di
mons. Luigi Quargnassi (1867-1945)


Il chiostro della basilica era usato come
luogo processionale liturgico. Oggi non più.


È l'umanità di un tempo in continuità con riti vetusti,
assorta, provata dalla vita, forse rassegnata
ma con una fortezza e compostezza oggi rare a trovarsi.


Messa Prelatizia al tronetto (momento del Gloria)


Messa Prelatizia (canto dell'Epistola)


Messa Prelatizia (canto del Vangelo)


Messa Prelatizia (offertorio)


Messa Prelatizia (elevazione dell'Ostia)

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Basilica delle Grazie
Cerimonia in onore di
mons. Valentino Venturini (prima metà XX sec.)


Processione liturgica nel chiostro



Messa Prelatizia al tronetto

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Ingresso
di Mons. Giuseppe Nogara (1872-1955)
nella diocesi di Udine






Messa Pontificale in Cattedrale


Messa Pontificale alla Basilica delle Grazie

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Messa Pontificale mons. Anastasio Rossi

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Ordinazioni sacerdotali
Cattedrale di Udine (anni '40 del XX sec.)



Presentazione e prostrazione degli ordinandi


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7 commenti:

  1. Osservando queste foto balza agli occhi in modo palese come il clero attuale si sia drammaticamente secolarizzato. È come avvenuta una cesura, uno scisma profondo con il recente passato in nome di un aggiornamento che è stato il cavallo di Troia per rifiutare la propria identità religiosa ed entrare in perenne contraddizione con quanto ancora di tradizionale rimane. Tutto ciò ha un moto inesorabile e sicuro: giungere all'agnosticismo e alla fine dello stesso Cristianesimo...

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  2. Immagini che farebbero rabbrividire Bergoglio, che etichetterebbe il tutto come stantío, vecchio e superficiale. All'ultima Messa cui ho assistito, poi, c'erano 7 chierichette, nemmeno un maschio!!
    Il Cattolicesimo é giá agnosticismo ormai, purtroppo. E il suo cuore è diventato il buonismo, i "diritti umani"..

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    1. Una ventina di anni fa' mi avrebbe fatto orrore pensare che il Cattolicesimo viveva in stato di scisma con se stesso. Oggi non solo lo penso ma lo sto dicendo attorno a me poiché i fatti sono palesi e bisogna essere più che ciechi per non accorgersene. In fondo, l'Anglicanesimo nei suoi primi anni di esistenza non era così eccessivo come lo è il Cattolicesimo odierno.

      La storia ci dimostra che le cose non essenziali possono cambiare, i paramenti possono mutare nel tempo, per fare un esempio, ma l'atteggiamento di fondo no. Nel caso del Cattolicesimo odierno è cambiato l'atteggiamento di fondo e questo pontificato non fa che palesarlo sempre più. Non sono illazioni o un "pensar male" ma sono fatti, purtroppo.

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  3. Qui almeno quello che era di fondo reggeva, come si vede dalle foto. Certo, c'erano i soliti mali e problemi, di cui leggiamo su questo blog, cioe' il clericalismo, tra tutti, ma anche un certo nazionalismo. Quando e' cambiato tutto, questi problemi hanno prevalso. Per contro si potrebbero mettere le foto della visita del papa Giovanni Paolo II. Quella dello stadio Friuli la vedevo sempre nella canonica di Monte Lussari dal povero don Dionisio. Grazie di tutto e saluti cordiali.

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    1. Gentile Adrej,
      quello che non capiscono alcune ottuse menti tradizionaliste cattoliche (che raggiungono in ciò l'ottusità dei progressisti cattolici attuali) è che la Sacra Liturgia (di qualsiasi rito) è come la verdura dell'orto: per crescere bene ha bisogno di una terra con buone caratteristiche, sempre quelle, indipendentemente dai luoghi geografici e dai tempi.
      Certo che poi un pomodoro non è come una zucchina, il rito latino ha espressioni differenti da quelle bizantine, ma se entrambi non sono frutto maturo di una coscienza (e conoscenza!) spirituale-simbolica, non sono più liturgie tradizionali, ossia non sono più liturgie tout-court, e divengono espressione eretica, tale dunque da invalidare il passaggio della grazia del buon Dio.
      La liturgia è certamente "culto razionale" (è così definita sia nelle fonti latine che in quelle greche) ma è contemporaneamente "culto soprarazionale" perché ha per oggetto il buon Dio.
      Oggi nel 90 per cento del Cattolicesimo si intende solo "culto razionale" in senso razionalistico ed è completamente uscito dall'orizzonte il "culto soprarazionale".
      Non si tratta certamente di discettare se i canonici debbano o no avere le scarpe con le fibbie (come da foto), ma di preservare un fondo che impone un orientamento spirituale che OVUNQUE deve essere lo stesso se non si vuole trasformare il Cristianesimo in un'altra cosa completamente differente, dunque eretica nel senso etimologico del termine.
      Ora è proprio qui che la liturgia rinnovata cattolica (e quella che si appresta a uscire dalla mens di Bergoglio) cade: è una "non liturgia", dunque è un' "antiliturgia". Questo giudizio più che una "presunzione" si basa sulla constatazione di come Bergoglio si infastidisce dinnanzi ad espressioni liturgiche tradizionali e simboliche (ricordiamo quando staccò a forza le mani giunte del chierichetto nelle grotte vaticane dicendogli: "Ti si sono incollate?").
      Dinnanzi ad un uomo così aliturgico non si può che provare la stessa paura delle pecore che vedono nel loro ovile un lupo. Altro non c'è da aggiungere!

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  4. Ho appena letto l'intervista al generale dei gesuiti, quell'uomo coi baffi. Adesso leggo questi interventi, e mi chiedo cosa abbiano in comune, sono due mondi diversi, due punti di vista estranei, forse con buone ragioni da entrambe le parti, così come vi possono essere aspetti positivi nello scintoismo da un lato e nell'astrologia da un altro, senza che le due "filosofie" abbiano niente in comune, niente da darsi né da dirsi. Credo che al generale dei gesuiti della liturgia, come la spiega lei, non importi assolutamente niente, anzi che la detesti. E forse non solo il generale dei gesuiti. Forse il cristianesimo resisterà e rimarrà, ma sarà altra cosa, che forse fatichiamo a immaginare? Io ormai sono troppo vecchio per avere una elasticità mentale che mi permetta di comprendere e di adattarmi; forse è come una nuova religione, e non è detto che fallisca. Tutto questo mi ricorda la fine del paganesimo antico e lo svilupparsi del cristianesimo:una erosione della mentalità e la società si è trovata cristiana prima di esserlo per fede convinta e accettata. Erano mutati i parametri generali, l'antropologia, in una zona magmatica in cui la " dottrina " , intesa come nuova ortodossia, non era più chiara e non ancora definita: una fase di stallo simile alla attuale. Verrà un nuovo cristianesimo di cui non sappiamo ancora parlare e che sarà una nuova religione? Purtroppo non è più possibile proporre la religione di quelle foto e contemporaneamente si è incapaci di accogliere le novità vaticane. Invidio gli entusiasti di questo papa, sordi ciechi sottomessi e felici.

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    1. Gentile Sergio, le dedicherò un nuovo post per risponderle meglio. Intanto grazie!

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