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mercoledì 8 febbraio 2017

Religione universale?



Turchia, Alessandretta, chiesa greco-ortodossa.

Il cartellone scrive in turco:
"Tüm Islam Aleminin Mübarek Ramazan Ayini Kutlariz"



La traduzione italiana pare essere:
"Abbiamo festeggiato ogni sera (?) per il sacro mese del Ramadan Islamico".

A scanso di ogni equivoco, il cartellone è firmato:



"hıristiyan ortodox cemaati"
ossia:
"Comunità cristiano-ortodossa".

L'immagine deriva da google-maps ed è stata registrata nel luglio 2015 (vedi qui)

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Alcun anni fa un monaco atonita mi raccontava addolorato che in una emittente televisiva ecclesiastica greca avevano fatto un programma sul "sacro Corano". «È possibile parlare del Corano in una trasmissione della Chiesa, perché no?, se non altro per informazione - mi precisava ma subito aggiungeva - Quello che mi pare un errore per un cristiano è definirlo "sacro"».
Allo stesso modo, può accadere che un cristiano faccia degli auguri ad un mussulmano ma questo è un fatto personale, che riguarda il mussulmano, non il cristiano. La chiarezza di fondo non è comunque intaccata. Oggi questi equilibri sono stati di gran lunga sorpassati ...

3 commenti:

  1. Qualche greco mi informa che la comunità locale ha avuto diversi fastidi dalla maggioranza mussulmana. Ne prendo atto. Tuttavia, per migliorare i rapporti umani, ci possono essere molte altre vie e non è certo lecito che un cristiano rinneghi la sua identità entrando nel campo religioso dell'altro o, peggio, si spinga fino a porre segni di "communicatio in sacris" con l'altro dichiarando sacro ciò che non lo riguarda affatto. Purtroppo ovunque si è perso l'equilibrio e l'onestà: se un uomo, ad esempio, dice di essere fedele a sua moglie è implicito che non la può tradire neppure con l'intenzione o la parola. Lo stesso si deve dire nel caso di una scelta religiosa, qualsiasi essa sia. In caso contrario, uno non sa più chi è o a chi appartiene.

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  2. Scusi, ma la traduzione che lei dà non mi sembra corretta. L'originale mi pare che si limiti soltanto ad augurare un buon ramadan ai fedeli musulmani. Un po' diverso, mi sembra, e meno grave del testo che lei cita.

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    1. Gentile Sergio, è una traduzione sul senso. Ho comunque sottolineato due termini che mi sembrano comunque presenti e che sinceramente non mi vanno: la partecipazione attiva all'evento (?) e l'uso del termine "sacro". Poi guardandoci attorno e vedendo le sceneggiate che ci circondano un po' ovunque mi sembra che il Cristianesimo sia l'unico a rimetterci comunque e sempre. E questo non mi dispone favorevolmente dinnanzi a certe cose nate o per convenienza o per costrizione. In fondo i primi cristiani sono stati giustiziati per ben meno: un semplice grano di incenso che non veniva bruciato in onore dell'imperatore! "Il Figlio dell'uomo quando verrà sulla terra troverà ancora la fede?".

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