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lunedì 31 agosto 2015

Ancora sul clericalismo ...

Il sogno dei preti: essere al centro della scena come attrici hollywoodiane!
Dall'estero mi hanno chiesto il permesso di tradurre e pubblicare il testo di qualche mio post sul clericalismo. È infatti un tema molto importante, essenziale, al punto che, o prima o poi, ci scriverò un libro.

Nel frattempo mi limito a lasciare qualche appunto. Quanto segue, in effetti, riprende in parte cose già dette, in parte tocca altre cose.

I lettori sappiano che qui non si tratta di vedere le cose confessionalisticamente (l'Ortodossia è meglio del Cattolicesimo) ma realisticamente (una malattia ovunque si diffonde crea i medesimi danni). In questo modo, forse, mi si capirà meglio.

I miei scritti non sono pensati come una critica severa della gerarchia ecclesiastica. Sono, piuttosto, una accorata richiesta di chiarimenti.

Il fenomeno del clericalismo sembra essere cosa da poco, un peccato veniale. Indica, invece, la trasformazione di una chiesa in qualcos'altro dove quello che è essenziale non è più il carisma (inteso in senso tradizionale e paolino) (1) ma gli aspetti istituzionali (“La Chiesa non si regge con le Ave Maria”, diceva in tal senso il cardinale Marcikus!).

Il clericalismo, dicevamo, è la "chiusura" della Chiesa nelle stanze dei preti, dove la Chiesa diviene solo "affaire" dei preti. I fedeli devono solo obbedire.

Dopo secoli di ritardo, il Cristianesimo orientale si sta trasformando come buona parte di quello occidentale? Ecco la domanda pressante.

Effettivamente, spogliato dall'aspetto carismatico, o vedendo questo aspetto solo nelle semplici funzioni istituzionali, abbiamo secolarizzato il Cristianesimo.

È sufficiente non toccare l'apparenza per dare l'impressione che nulla è cambiato quando, invece, è cambiato il cuore!
Se anche il Cristianesimo orientale si trasforma in questo modo, in tutto il Cristianesimo non c'è più posto per il Cielo e la santità cristiana è equivocata in una semplice coerenza etica.

Questo dimostra perché in molta parte del Cattolicesimo si fanno interminabili questioni per temi morali e non si vedono quasi mai i fondamenti che sono la spiritualità, la liturgia e il dogma, tre cose che fanno una sola poiché si richiamano vicendevolmente.

In realtà la coerenza etica è un effetto della santità, ossia della vita in Cristo, è una delle conseguenze, non una finalità o l'unica finalità!

Se si perverte il Cristianesimo con il clericalismo, il centro della Chiesa non è più il santo (icona della Chiesa) ma il prete (2). Il santo, dunque, al più diviene la prova della grandezza del sacerdozio e della Chiesa gerarchica. Il santo da centro, diviene elemento accessorio, una semplice medaglia sul petto del prete o del papa che lo ha proclamato (3)

Qui la legge canonica è l'unica cosa importante. In una Chiesa in cui è importante solo l'istituzione, è logico che le donne vogliano divenire preti. Ed è così che anche il Cristianesimo orientale diventerà, se imboccherà certe strade ...

Mi auguro che si inizi a parlare seriamente di queste cose anche se i responsabili faranno di tutto per nasconderle, forse un po' per ignoranza (poiché nella mia esperienza ho pure visto qualche vescovo ignorante), un po' per cattiva fede (privilegia sunt amplianda, odiosa restringenda!)...

San Paisios l'atonita aveva ampiamente previsto questo fenomeno e aveva preso posizione con poche e chiare parole: “La Chiesa non è la barca personale del vescovo e del patriarca”. Neppure del papa, si potrebbe aggiungere...

Sono parole che in Occidente, purtroppo, si capiscono sempre di meno. Forse domani (o già oggi?) non si capiranno neppure in Oriente.





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NOTE

1) Nella Chiesa antica lo stile era differente. Questo spiega perché per venire a capo dei problemi si stava tanto tempo. Era necessario, infatti, coinvolgere tutto il corpo della Chiesa (chierici e fedeli), chiedere a tutti il parere e se i temi erano controversi si doveva attendere molto tempo prima di trovare un accordo. Questo non è semplicemente un "processo democratico" ma implica da parte di tutti un riconoscimento delle questioni sottoposte partendo da una angolatura spirituale. Se, tra mille persone, una sola è in grado di avere questa angolatura spirituale (che implica una vita evangelica e ascetica) sarà solo costui a vedere rettamente, non gli altri 999. Ciononostante si coinvolge tutto il corpo della Chiesa in questioni che riguardano tutti e anche l'opinione dell'uomo spirituale è sottomessa al giudizio dell'intera Chiesa. 
Dal punto di vista funzionale un sistema del genere può essere tutt'altro che efficiente. Ma è l'UNICO sistema conosciuto dalla Chiesa. Pian piano nel tempo, rafforzandosi certi centri di potere, la cosultazione diviene sempre più formale. Ne guadagna una certa "efficienza" con la quale la Chiesa funziona come un orologio. Ma questa Chiesa non è più come quella dei primi secoli. Contro questi fatti non ci sono argomenti che tengono.
Nei tempi attuali abbiamo avuto diverse testimonianze del funzionamento antico della Chiesa, ad esempio nella Chiesa di Grecia quando, davanti ad un problema ecclesiastico insormontabile, l'arcivescovo interpellò un uomo carismatico, san Paisios. Paisios che non era neppure un prete, aveva il dono di "telefonare" al Cielo, come lui stesso diceva facessero i santi, e di vedere tutto con una prospettiva sovramondana. Nel corso di un evento straordinario ricevette la risposta al problema e la trasmise all'arcivescovo. In una chiesa malata di clericalismo queste cose non esistono e per giunta si diffida dei personaggi carismatici perché potrebbero essere di nocumento alle autorità. La lotta al monachesimo e il suo confino in "riserve indiane" dev'essere vista esattamente in tal prospettiva. E non ci sono dubbi che il monachesimo, in Occidente, è per lo più testimonianza o residuo del mondo medioevale. All'istituzione non serve a nulla. 
Infatti, in modo confidenziale, mi è stato confidato che, alcuni anni fa, in Vaticano chiesero un sostegno finanziario alle congregazioni monastiche per determinati fini. Quest'ultime non avendo fondi sufficienti neppure per loro stesse, dovettero rifiutare. Furono trattate come realtà "inutili" per la Chiesa. Questa è la realtà dei fatti al di là di tante vuote parole con le quali si riempiono i giornali e si confondono i semplici. Questa realtà indica una sola cosa: nella mente di certi "dirigenti" l'essenzialità evangelica è scomparsa da un bel po'!

2) Ricordo, molti anni fa, ad Econe (il seminario cattolico tradizionalista), che una fedele invitava me, giovane curioso, a divenire prete perché un giorno, essa diceva, forse sarei divenuto vescovo. Si noti la mentalità, che poi è la mentalità cattolica tradizionale: il fine di impegnarsi nella Chiesa come chierico è... divenire vescovo! (Una malattia che affligge pure diversi chierici ortodossi). Ovviamente qui il "carisma" è rappresentato puramente dall'istituzione. I santi restano sul calendario o per caramellose "divozioni" personali ...

3) Non vorrei essere polemico, ma le recenti canonizzazioni di papi sembrano chiaramente funzionali a portare luce all'istituzione. Sembrano indicare in modo addirittura smaccato che la gloria va all'istituzione (forse grazie a Dio, un Dio che a questo punto è "schiavetto" dell'istituzione e lo si può evocare solo in tal senso). Un uomo etico, con una buona formazione intellettuale e una coerente dirittura personale non è un santo. Per essere tale ci vuole molto di più. Anche se ad una persona del genere si attribuiscono dei miracoli ancora non ci siamo. Di eventi straordinari è pieno pure l'induismo e, ovviamente!, nonostante l'esistenza di questi fenomeni non è il caso di parlare di santità cristiana altrimenti lo stesso Sai Baba sarebbe un santo!

sabato 1 agosto 2015

Il Canone Paracletico

La devozione bizantina alla Madre di Dio (Theotòkos) si manifesta ampiamente nel culto liturgico e particolarmente in alcune composizioni. La presente, detta Canone Paracletico, è una preghiera con la quale si chiede la salute del corpo e dello spirito, in particolari condizioni di prova. Questo Canone viene fatto ogni giorno nelle due settimane precedenti la grande festa della Dormizione di Maria santissima (15 agosto). Il testo greco (con traduzione italiana a fronte) segue l'edizione ufficiale della Chiesa ortodossa greca.

Il libro, stampato da "Lulu.com" è acquistabile qui.
Di seguito si ha modo di sentire il canto della piccola Paraclisi fatta dai monaci di Simonopetra (Agion Oros). L'ufficio può essere seguito con il testo in traduzione (che non riporta qualche particolarità propria al monastero).