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domenica 30 settembre 2012

La Domenica Bizantina

Si segnala ai gentili lettori che, collegato a questo blog, c'è un blog con le parti variabili della Divina Liturgia bizantina in greco e italiano.
Ogni post ha immagini di pagine A5 che consentono la crezione di piccole dispense, laddove lo si ritiene necessario, senza impossessarsi del testo per riutilizzarlo in pubblicazioni a pagamento. E' infatti proibito quest'ultimo genere di lavoro perché lede i diritti di autore. I testi greci sono quelli in uso nella Chiesa di Grecia, le traduzioni cercano d'essere più fedeli possibile al greco, per quanto possa sempre scappare qualche imperfezione.
Quest'iniziativa cerca di coprire la lacuna di tutte quelle chiese nel territorio italiano (ortodosse e greco-cattoliche) che non hanno qualcosa di analogo e non prevedono di farlo. Qualsiasi osservazione o consiglio su questo genere di lavoro è più che accettato.

link: http://domenicabizantina.blogspot.com/


mercoledì 12 settembre 2012

L'umiltà cristiana

Se si gira per internet è difficile trovare testi di qualità. Questo riguarda anche i siti e i blog religiosi. Spesso i loro autori si concentrano su aspetti che fanno "colpo" o usano un linguaggio abbastanza conflittuale forse solo per farsi notare. Con ciò non si rendono conto che perdono di vista uno degli elementi più importanti raccomandati del vangelo: l'umiltà.
Per questo motivo trovo diversi siti tradizionalisti cattolici addirittura ripugnanti, per il loro modo volgare di rivendicare dei supposti diritti. Quanto rilevo non è una pura questione di forma ma, veramente, di sostanza. 
Non esiste, infatti, nessuna differenza tra un sindacalista e uno dei signori di questi blog che, in nome di un diritto, rivendica il latino nella messa o una forma cultuale e una prassi quale esisteva in un certo periodo del Cattolicesimo. Una certa tradizione cristiana non si difende così ma si finisce per affossarla totalmente, quello che sicuramente faranno!
Per mostrare la totale differenza e distanza tra questi signori e la vera alternativa, allego il filmato di un prete greco ortodosso che, più di dieci anni fa, si lamentava per i problemi sociali ed ecclesiali del suo paese. Noterete la profonda differenza tra lui e tanti altri. Una differenza assolutamente interessante e importante!



venerdì 7 settembre 2012

Il Canone monastico di preghiera

Il Padre Paisios in un recente dipinto
In questo post viene illustrato un esempio di canone (regola) monastico di preghiera. E' quello consigliato dal monaco Paisios del Monte Athos, morto da non molti anni e famoso per la sua vita esemplare. Il canone si basa soprattutto sulle preghiere fatte sul komboskini, una specie di "rosario" utilizzato nel mondo ortodosso. Il komboskini è una corda di  nodi. Quello monastico ne ha 100. Ad ogni nodo si prega "Signore Gesù Cristo, figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore". E' la cosiddetta "preghiera di Gesù". Alla fine di ogni gruppo di nodi si prega "Tuttasanta Madre di Dio, salvami" oppure "Tuttasanta Madre di Dio, intercedi per me", a seconda delle consuetudini. Per comprendere quando si situa il canone di preghiera illustriamo, prima, lo svolgimento della giornata monastica, come la faceva questo venerabile monaco.

Giornata monastica

(Quando i giorni hanno la stessa durata delle notti, in marzo e settembre).

ore del giorno

- 15:00                           Ora di Nona e Vesperi
- 16:00             Cena (non il lunedì, mercoledì e venerdì) 
- Tramonto del sole.         Piccola compieta
- 03:00                                     Sveglia  
- 03:00-04:00                 Canone di Preghiera
- 04:00          Ufficio divino (Mesonittico-Mattutino-Liturgia) 
- 11:00          Pranzo (quando c'è un solo pasto al giorno)
- 11:00-15:00       Diaconia (ossia lavoro manuale) 

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Komboskini di 100 nodi
Canone di Preghiera

Fare un komboskini di 300 nodi al Signore segnandosi e inchinandosi con piccole prosternazioni in modo che la mano tocchi il ginocchio. Non è male se le ginocchia si flettono un poco. Questo contribuisce a non affaticarle e infonde compunzione perché, con la flessione delle ginocchia, mostriamo adorazione a Dio.

Fare un komboskini di 100 nodi alla Tutta Santa: "Santissima Madre di Dio salvami!", con piccole prosternazioni e segni di croce come sopra.

Dire "Gloria al Padre... ora e sempre..." "Alleluia" (3 volte). "Gloria a te o Dio, gloria a te" (3 volte con grandi prosternazioni).

Dire il salmo 50 "Pietà di me o Signore" a voce bassa con grandi prosternazioni quante sono necessarie per terminare il salmo (una per ogni versetto del salmo).

Recitare i tropari della Madre di Dio "Tu proteggi,,,", "Tu che sei tutta la mia speranza...", ecc. con grandi prosternazioni.

Recitare il tropario "A te si deve la gloria, Signore nostro Dio..." e dossologia a voce bassa con grandi prosternazioni.

Recitare il tropario "E' veramente degno" con grandi prosternazioni.

"Gloria al Padre... ora e sempre" "Alleluia" (3 volte). "Gloria a te o Dio" (3 volte) con grandi prosternazioni.
Le prosternazioni possono essere rare o frequenti a seconda della disposizione di ciascuno.

Questa è la PRIMA PARTE per noi stessi.
Si ripete la stessa parte dicendo: "Signore Gesù Cristo, abbi pietà dei tuoi servitori" e "Santissima Madre di Dio, salva i tuoi servitori", pregando per il mondo. Possiamo pure menzionare i nomi delle persone che hanno bisogno.

Si fa la stessa cosa nella TERZA PARTE dicendo: "Accorda il riposo Signore, alle anime dei tuoi servitori!", "Santissima Madre di Dio assisti i tuoi servitori!".

Alla fine si dice un komboskini di 100 nodi per il santo del monastero. Poi si legge l'Ufficio e in seguito si riposa un poco.

Prima di dormire il monaco incrocia le braccia al petto e recita i tropari funebri per ricordarsi della morte.

Il canone per i monaci del grande abito (corrispondenti ai monaci di voto solenne nel mondo latino) è di 300 prosternazioni e di 12 komboskini (di 100 nodi); quello del rasoforo (corrispondente al monaco di voto semplice nel mondo latino) o monaco del piccolo abito, è di 150 prosternazioni e 12 komboskini; quello del novizio è di 60 prosternazioni e 6 komboskini.

(Il testo è stato tratto dalla biografia ufficiale di Padre Paisios del Monte Athos pubblicato a cura del monastero di Sourotì in Grecia).



giovedì 6 settembre 2012

La cattedrale navale di San Nicola a Kronstadt

La cattedrale navale di San Nicola a Kronstadt (Russia) è stata costruita poco prima della rivoluzione, agli inizi del XX secolo. Pare essere la più grande cattedrale della marina militare del mondo. La sua prima pietra è stata posta l'8 maggio 1903. Le dimensioni sono notevoli, essendo in grado di tenere al suo interno fino a 5000 fedeli. Con la Rivoluzione la cattedrale venne chiusa e cadde in abbandono. Recentemente è stata restaurata e riportata al suo passato splendore. Il restauro della cattedrale navale si pone sulla linea della riapertura di molte chiese e monasteri nell'attuale Russia. Viene qui proposta come esempio di architettura eclettica degli inizi '900 che, su ispirazione di uno stile bizantino classico (fa infatti ricordare santa Sofia di Costantinopoli), sapeva trarne anche libere interpretazioni. Cliccando sulle immagini le si può ingrandire.


Consacrazione della Cattedrale di San. Nicola (Cattedrale navale) di Kronstadt.
In primo piano, Nicola II e l'imperatrice Alexandra Feodorovna con le sue figlie.
  10 giugno 1913. 


Un'immagine inizi '900 della cattedrale.


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Immagine della cattedrale durante il restauro


Cento anni dopo aver tolto la croce, altri la rimettono al suo posto...

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Immagini della cattedrale restaurata































mercoledì 5 settembre 2012

L'ordinazione monastica in Oriente

Il seguente post ha un film che documenta l'ordinazione monastica in Oriente (chiesa greca). Nell'Oriente bizantino quest'ordinazione è stata spesso sentita come un sacramento e, ancor oggi, alcune chiese la ritengono tale. Di fatto l'ordinazione monastica ricalca i riti battesimali. Qui lo vediamo in modo chiaro: la futura monaca veste un abito bianco, le vengono tagliati i capelli (come si fa nel battesimo) e, in seguito, assume la veste monastica. Il monaco e l'esperienza monastica sono realtà fondamentali in Oriente al punto da innervare profondamente lo stile della Chiesa bizantina.


La realizzazione del Sacro Myron (Sacro Crisma) in Oriente

In questo post osserveremo un filmato nel quale si documenta la realizzazione del Myron (il Sacro Crisma) nella Chiesa ortodossa russa (Patriarcato di Mosca). Il Myron è l'olio utilizzato principalmente per il battesimo e le ordinazioni sacerdotali. Alla sua realizzazione provvede unicamente il patriarca per cui quest'olio è consacrato in grande quantità. Divenendo veicolo di grazia, la materia oleosa ha un trattamento particolare: conservata in diverse anfore, viene mescolata con profumazioni e sostanze naturali, versata in un ampio contenitore posto sopra una stufa. L'olio viene riscaldato per amalgamarsi con le sostenze aggiunte al canto di preghiere e del vangelo che, così, termina la prima parte della consacrazione. Qualche giorno dopo, l'olio viene nuovamente riversato nelle anfore e disposto lungo i lati dell'altare. Alla fine della liturgia il patriarca celebrante termina la sua preparazione.


L'ordinazione episcopale tra Oriente e Occidente

In questo post vengono inseriti due filmati relativi all'ordinazine episcopale come viene effettuata nella Chiesa bizantina e come lo è nella chiesa cattolica (rito romano tradizionale). I riti sono complessi e particolarmente lunghi ma riportano degli elementi essenziali di derivazione apostolica, quali l'imposizione delle mani.


Rito bizantino

La vera e propria cerimonia di ordinazione inizia con la chiamata del candidato, dopo che quest'ultimo ha abbracciato il celebrante e i vescovi assistenti alla sua ordinazione (0:48). In segno di comunione l'ordinando torna ad abbracciare celebrante ed assistenti dopo che riceve la benedizione da quest'ultimo. Questi riti iniziali si fanno verso la fine del Mattutino. La Divina Liturgia nella quale si conferirà l'episcopato è sempre quella di Pentecoste in cui si commemora la creazione della Chiesa e l'effusione dello Spirito Santo sugli apostoli. Il rito della consacrazione continua subito dopo il canto del Trisagio e dell'omelia (1:34) con l'invocazione dei santi martiri. A questo canto si fa fare al candidato tre giri attorno all'altare. Il candidato bacerà ogni angolo della sua santa tavola. Viene cantato pure il canto usato nel rito sponsale alla "Danza di Isaia", dal momento che questi giri sono una specie di danza di gioia attorno all'altare. Subito dopo (1:37) avviene l'imposizione della mani e la preghiera del consacrante. Nella preghiera il consacrante invoca Dio e lega il consacrato alla chiesa alla quale è chiamato. 
Subito dopo avviene un elemento importante: l'esclamazione di dignità del candidato "axios!" che è una sorta di accoglimento della Chiesa del nuovo vescovo (1:41). L'invocazione si ripete per ogni paramento episcopale  imposto al nuovo vescovo. Questa mutua corrispondenza tra quanto viene fatto dal clero e quanto viene accolto dal popolo  è uno degli elementi più interessanti della liturgia bizantina.
Subito dopo si canta l'epistola di pentecoste (1:42) e il vangelo (1:47). La liturgia prende il suo corso normale con l'offertorio e la commemorazione patriarcale della gerarchia ortodossa fatta coi dittici (2:06). Come si vede esiste un'uniformità di linguaggi anche corporei. Perciò appare un poco stonata, nel contesto bizantino ieratico ma sciolto, la figura del vescovo latino invitato che s'intravvede di tanto in tanto. La stonatura è data dalla sua ieraticità rigida quasi recitasse  una parte teatrale. Egli mal s'inserisce in questa realtà spontaneamente sacra. 





Rito romano tradizionale

Nel contesto romano tradizionale la rigidità corporea è un linguaggio normale con il quale si comunica una certa ieraticità e sacralità. Qui, viceversa, sarebbe piuttosto strano un linguaggio corporeo differente. Il filmato che osserviamo è l'ordinazione episcopale di un vescovo secondo il Pontificale romano-germanico, avvenuto di recente.
L'ordinando, a  differenza del rito bizantino, ha già alcuni abiti essenziali che indicano la sua futura ordinazione. Il rito avviene subito dopo l'omelia. Prevede la prostrazione del candidato al canto delle litanie dei santi (05:22) al canto delle quali prende parte pure il consacrante verso la loro fine (5:54). Subito dopo avviene l'imposizione del libro aperto dei vangeli e delle mani del consacrante con la presenza degli altri due vescovi consacranti, in segno di comunione ecclesiale (6:13). L'unzione della fronte e delle mani prevede una piccola bendatura della fronte e delle mani stesse (6:49). L'anello episcopale (che si usa solo in Occidente e il cui uso deriva dalla Spagna) viene imposto subito dopo (7:30). Segue la consegna dei vangeli e il bacio della pace. 
La Messa prosegue con il canto del Vangelo (8.27). All'offertorio il neo vescovo offre al vescovo consacrante dei ceri, del pane, dell'acqua e del vino (8:50) seguendo un'antica consuetudine. 
Il rito dell'ordinazione episcopale prosegue e termina verso la fine della Messa (8:56) con l'imposizione della mitria, la consegna dei guanti episcopali e del pastorale (9:52). Segue l'intronizzazione del nuovo prelato (10:38), la sua benedizione al popolo (10:50) e l'augurio di molti anni al presule che l'ha consacrato "ad multos annos" (il corrispondente del polychronios bizantino) (11:45). Il video proposto ha, purtroppo, una musica inutilmente frastornante e trionfalistica che mal si adatta ad un rito sacro. Avrebbe dovuto essere commentato da una musica che spingesse la persona all'interiorità non ad una vacua autocelebrazione quasi che quanto si vede appartenesse ad una gloria puramente mondana.