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giovedì 8 marzo 2012

Una questione di rispetto

Miniatura rappresentante il "Miracolo di Bolsena".
Si noti la forma dell'altare e del ciborio che lo sovrasta,
simile a quella bizantina.
Questo blog sta arrivando ad avere quasi 100 post. E' il momento di fare un bilancio seppur provvisorio del lavoro proposto fin ora. 

Gli argomenti trattati non sono stati esposti in modo severamente accademico (tranne qualche raro caso) con l'intento di fornire più uno stimolo, una pista di riflessione, piuttosto che una risposta precisa e articolata.

Ho voluto toccare quello che, in sostanza, è stato il mio personale percorso: i riferimenti tradizionali della liturgia che si possono rinvenire sia in Occidente che in Oriente. In questo non mi sembra d'essere stato molto originale: verso gli anni '50 del novecento già un noto studioso aveva fatto un'opera del genere, il famoso abate Mario Righetti nella sua "Storia liturgica". Se è vero che l'abate privilegiava la storia della liturgia latina, è anche vero che era un buon conoscitore di quella orientale al punto che nelle sue conferenze esortava le persone a volgersi in Oriente per trarre la ragione di molte disposizioni e prassi invalse in Occidente.

Questo genere di dotta attenzione, anche ai nostri tempi, mi sembra l'unico atteggiamento da avere per mantenere quei giusti equilibri di conoscenze tra le Chiese, oserei dire quel giusto "atteggiamento ecumenico", evitando pasticci e commistioni che ne pregiudicano i rapporti. Esiste, infatti, anche un "ecumenismo" basato su una conoscenza reale, non su iniziative pasticciate che vanno contro i principi della comunione ecclesiale.

Alla fine, è una questione di rispetto, rispetto prima di tutto verso le fonti antiche della liturgia latina che, essendo essenzialmente tradizionali, sono bagnate da uno spirito ascetico simile a quello delle fonti liturgiche greche od orientali in genere. Ed è una questione di rispetto pure verso le fonti della liturgia greca la quale non puo' essere vista come qualcosa di "minore" o di poco efficace se paragonata alla liturgia latina stessa ritenuta di maggiore prestantia. Anni fa un prete "lefebvriano" mi diceva: "Non esiste liturgia più bella di quella romana". Mi chiedo se aveva realmente conosciuto altre liturgie tradizioanali oltre quella imparata nel suo seminario. Chi entra nell' "intelligenza" delle altre liturgie tradizionali non può non riconoscere loro uno spirito proprio, una loro particolare dignità.

Oriente e Occidente, dunque, non possono essere separati nei loro aspetti tradizionali e questo, se lo potesse!, dovrebbe essere compreso pure dal mondo greco, difficilmente disposto a vedere cose positive al di là della propria eredità bizantina. Sì, direi che spesso ci sono delle miopie sia da una parte che dall'altra e nel caso in cui - come in Italia - ci siano degli incontri tra i due mondi, tutto si risolve in celebrazioni formali, sentimentali, a volte molto criticabili per la loro stessa esecuzione.

Perciò in questo blog non ho mai avuto timore a segnalare l'esistenza di certe realtà "interconfessionali" ma che, sostanzialmente, rivelano uno spirito comune. Faccio  un paio di nuovi esempi:
1) la possibilità d'ascoltare in diretta gli uffici monastici latini dall'abbazia benedettina del Barroux (Francia);
2) un recente blog da me curato con l'epistola e il vangelo domenicali o festivi in uso nella Chiesa ortodossa e cattolica orientale.

Penso che questo genere di cose sia qualcosa di realmente e rispettosamente "ecumenico". Certamente non ha nulla di particolarmente spettacolare (come, ad esempio, certi incontri tra il patriarca Bartolomeo I e il papa in Vaticano) ma non si espone a critiche alle quali possono eventualmente esporsi quegli eventi troppo tesi a voler creare qualcosa di eccezionale e d'importante a tutti i costi, dal punto di vista storico, col rischio di creare vere e proprie forzature.

Tra i post di questo blog ci sono stati pure argomenti un poco spinosi. Il lettore avrà sicuramente notato che sono stato imparziale. Se a volte ho segnalato superficialità e tendenze fuorvianti nel mondo ortodosso, non ho mancato di segnalare incresciosità e complessità strane pure nel mondo cristiano occidentale. Il fine è porsi una domanda: tutto questo ci riporta all'essenziale evangelico o ci allontana da esso? E' o no, ad esempio, "essenziale evangelico" lo spirito filoetnico che caratterizza eccessivamene il mondo Orientale? Sono o no "essenziale evangelico" molte realizzazioni liturgiche occidentali, teatrali e mondane? 

Spesso leggendo i post più che una risposta definitiva si riceve qualche strumento per formularsi da soli una risposta in tal senso. E' questo l'essenziale, la ragione definitiva di questo blog.